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Il gioco d'azzardo

Il gioco d’ azzardo è un’attività in cui ricorre il fine di lucro e il giocatore non ha possibilità di influire sul risultato.

Esso consiste nello scommettere beni sull’ esito di un evento futuro dove, solitamente, la posta in gioco è una somma di denaro e la vincita è puramente casuale.

Nei casi in cui la frequenza delle giocate aumenti, e quindi il desiderio diventi incontrollabile, il rischio è quello di trovarsi di fronte ad un vero e proprio problema di dipendenza.

Possiamo distinguere tre forme di gioco d’ azzardo:

  1. Informale e ricreativo: comportamento fisiologico dove l’attività è saltuaria, motivata dalla socializzazione e dalla competitività;

  2. Problematico: comportamento che mette a rischio la salute psicofisica e sociale dell’individuo;

  3. Patologico: è una malattia neuro-psicobiologica, in cui il comportamento di gioco è quotidiano e intensivo, caratterizzato dal “craving”, ovvero da un desiderio incontrollabile.

La “Ludopatia” è, dunque, l’incapacità di resistere a tale impulso e scommettere diventa un’ossessione, il solo ed unico pensiero costante.

Ci sono dei campanelli d’ allarme che possono indicare questo disturbo: i soggetti sono irrequieti, irritabili, e sentono la necessità di puntare quantità di denaro sempre crescenti per raggiungere l’eccitazione desiderata.


Si tratta dunque di una vera e propria patologia che spinge tali individui a giocare in maniera compulsiva, vivendo il momento del rischio che è tanto più forte quanto più è alta la posta in palio.

Sulla base delle caratteristiche personali vengono messi in atto una serie di trattamenti dove un medico specialista può delineare un percorso di cura adeguato:


  • Educazione individuale o famigliare;

  • Supporto psicologico;

  • Psicoterapia;

  • Gruppi di auto-aiuto;

  • Trattamento farmacologico;


Una volta che il paziente inizia ad aprirsi, si individuano gli ambienti frequentati dallo stesso (siti online, casinò, sale da gioco) e, successivamente, i fattori scatenanti che rendono irrefrenabile tale pulsione.

In questo modo nasce la possibilità di iniziare un percorso di recupero del benessere psicologico, che miri a ricostruire un rapporto sano con il denaro al fine di creare le condizioni necessarie per astenersi dall’attività e per prevenire eventuali ricadute.

Dopo aver confermato e ammesso tale dipendenza il dialogo deve essere volto alla cura del problema, il cui riconoscimento e la cui accettazione sono basilari per cercare di controllare il comportamento del giocatore che intraprenderà il percorso stabilito.


In questi casi bisogna evitare atteggiamenti che possono rendere il soggetto diffidente, isolato, quindi è fondamentale l’aiuto di una persona vicina, che non accusi, non colpevolizzi e non minimizzi o nasconda il problema che si affronta.

Il supporto psicologico alla base del percorso di recupero deve riuscire a mettere in relazione pensieri, comportamenti e stati emozionali sperimentati durante l’atto compulsivo al fine di ricercare un nuovo stile di vita favorendo l’autonomia nel tenersi lontano dal gioco, ritrovando maggiore sicurezza ed evitando perciò di ricadere in errore.





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