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Sordità e Prevenzione


Tra i cinque sensi, l’udito è quello responsabile della ricezione, trasmissione e decodifica dei suoni derivanti dall’ambiente esterno.

I principali attori coinvolti in questo importante processo sono molti e si distinguono in:

• Orecchio esterno: costituito dal padiglione auricolare e condotto uditivo che ricevono il suono; quest’ultimo viene indirizzato verso il timpano, una membrana che vibra in base all’onda sonora percepita.

• Orecchio medio: formato da tre ossicini chiamati incudine, martello e staffa che, collegati al timpano, trasmettono la vibrazione alla finestra ovale.

• Orecchio interno: composto da piccole cavità ossee riempite di endolinfa interconnesse tra loro (vestibolo, canali semicircolari e coclea), che ricevono la vibrazione dalla finestra ovale e, attraverso una serie di straordinari meccanismi, riescono a generare un impulso elettrico.

• Il nervo acustico, che trasmette l’impulso nervoso creato verso quelle strutture del cervello che decodificano il segnale e permettono di distinguere i suoni.


Con il termine sordità si indica in maniera generica la riduzione e/o perdita totale dell’udito. Questo disturbo può avere differenti gradi di severità, può essere improvviso o graduale e progressivo, può essere associato ad altre patologie (acufeni, vertigini, etc.) e può essere provocato da svariate cause che ne determinano la successiva classificazione.

A seconda della sede di alterazione, responsabile della sordità, si distingue l'ipoacusia trasmissiva (per alterazioni del condotto uditivo, del timpano o degli ossicini), l'ipoacusia neurosensoriale (quando il danno interessa la coclea o il nervo acustico) e ipoacusia mista quando i due meccanismi si presentano associati.

Tra i principali fattori che provocano la cofosi e l’ipoacusia possiamo citare l’ereditarietà, l’alimentazione scorretta, l’abuso di alcool e fumo, l’esposizione all’inquinamento acustico e a rumori forti, le correnti d’aria intense, i traumi, l’abuso di farmaci ototossici (alcuni antibiotici, antineoblastici chinino e FANS), le infiammazioni e infezioni (otiti) e le neoplasie.

Nonostante la perdita dell’udito sia un evento fisiologico che vada di pari passo con l’avanzare dell’età, esistono comunque dei comportamenti atti a prevenire il decadimento di questo senso così importante, in particolare in tutti quei soggetti esposti maggiormente al pericolo del danno cronico.

Numerosi esperti affermano che l’ipoacusia è un fenomeno subdolo, che spesso viene sottovalutato e, nella maggioranza delle persone, si manifesta in maniera conclamata soltanto quando il deterioramento dell’apparato uditivo risulta ormai praticamente irreversibile. Purtroppo nel caso in cui venga riscontrata un’ipoacusia neurosensoriale, non esiste una vera e propria terapia, non c’è un farmaco o integratore che possa migliorare l’udito che è stato danneggiato irreversibilmente.

Pertanto, per prevenire il problema, si consigliano piccole ma importanti raccomandazioni, sia in ambito ricreativo che professionale:

• se lavori in o frequenti ambienti rumorosi (suoni superiori agli 80 decibel), usa tappi e dispositivi oto-protettivi. Stesso discorso se vai spesso in piscina.

• Se ti piace ascoltare musica evita il volume al massimo, sopratutto se usi le cuffie. Anche se ti piace frequentare le discoteche cerca di stare lontano dalle alle casse.

• Tieni radio e tv a volumi accettabili.

• in caso di raffreddore intenso, detergi le cavità nasali con soluzioni fisiologiche in spray, al fine di evitare l’accumulo di muco e l’insorgere di otiti interne.

• Igienizza correttamente e quotidianamente il condotto uditivo; Non utilizzare impropriamente i bastoncini cotonati, per evitare di accumulare cerume e formare tappi, irritare il timpano e provocare otiti esterne.

• Se hai qualche sentore di ipoacusia, familiarità con questo genere di disturbo e soffri di patologie croniche dell’orecchio sottoponiti tempestivamente e/o periodicamente a controlli dell’udito da parte di uno specialista, soprattutto dopo i cinquantanni.

I disturbi dell’udito comportano problemi,soprattutto dal punto di vista psicologico: chi soffre di questa patologia ha difficoltà nel seguire e comprendere i discorsi con il conseguente rischio all’isolamento dal tessuto sociale, alla depressione e al declino cognitivo. Inoltre, il fatto di non percepire i suoni dell’ambiente esterno riduce notevolmente l’autonomia individuale poiché provoca un maggiore rischio e pericolo nell’affrontare anche le più semplici attività quotidiane. Tuttavia, esistono alcuni approcci terapeutici che possono aiutare i pazienti che si trovano in queste condizioni, utili a migliorare la propria capacità uditiva e di comunicazione grazie all’utilizzo di apparecchi acustici e impianti cocleari, previa autorizzazione e consulto di uno specialista.

AFC è particolarmente sensibile al problema e non intende trascurarlo: infatti, in collaborazione con gli esperti di AUDIRE, organizza ciclicamente giornate dove i pazienti possono sottoporsi ad esami audiometrici gratuiti in farmacia. Non esitate e chiedete ulteriori informazioni ai vostri farmacisti di fiducia.

“Devo confessare che la mia vita trascorre miseramente. Da quasi due anni ho smesso di prender parte ad ogni attività sociale, proprio perché mi è impossibile dire alla gente: sono sordo.” (Ludwig Van Beethoven)

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